Il comune attraverso i secoli

Storia di Cingoli

Abitato già 5000 anni fa, Età del Rame,  nell'XI secolo a.C. il territorio cingolano fu popolato dai piceni, popolazione dell'Età del Ferro che diede unità culturale alle Marche.

A partire dal III secolo a.C. si sviluppa un centro urbano nell'antico centro che era in corrispondenza dell'attuale Borgo San Lorenzo, una frazione situata in una zona pianeggiante poco distante dalla cima del Monte.
Intorno al I secolo a.C. Cingoli diviene municipium romano.
Tito Labieno, luogotenente di Giulio Cesare, nacque proprio a Cingoli e si dice che partecipò di sua tasca alla ristrutturazione delle mura e delle altre opere di fortificazione nel 60 a.C.
Ancora oggi a Borgo San  Lorenzo è possibile osservare i resti di una struttura muraria e le fondamenta di una torre circolare di epoca romana; la tecnica utilizzata per queste costruzioni è quella dell''opus vittatum': pietre rettangolari poste una sopra l'altra  in maniera alternata e legate da malta.

Fu parte dell'Impero romano durante l'età augustea, divenendo municipium della tribù Velina.
Nel V secolo d.C., con la caduta dell'impero, Cingoli attraversò un periodo di crisi, durante il quale divenne diocesi del vescovo Esuperanzio nella seconda metà del VI secolo d.C.
In seguito all'invasione di Goti e Longobardi la diocesi subì il declinio e la popolazione fu dispersa.
Nel VIII secolo il territorio fu annesso come feudo alla diocesi di Osimo.
Solo a partire dal IX secolo si ha il raffiorare di Cingoli, che si afferma definitivamente come libero comune nel XII secolo. A quel periodo risale l'ampliamento delle antiche Mura e della città in genere; il suo fulcro venne spostato nel versante nord-ovest del Monte Circe ,dov'è attualmente.
Nuovi edifici furono costruiti seguendo specifiche norme edilizie preposte dal Comune, che monitorava anche l'estrazione dei materiali dalle cave locali.
Sorgono così il Palazzo Comunale, nel punto più alto del paese, i monasteri dei principali ordini religiosi, imponenti palazzi privati, botteghe artigiane ed osterie.
Nel XIV secolo Cingoli è uno dei primi comuni che redige il proprio Statuto: 52 capitoli sul diritto pubblico.
Dal XV secolo il comune viene assoggettato allo Stato Pontificio come parte della Marca Anconetana, una delle 14 provincie in cui lo Stato era diviso.
Col Rinascimento il borgo vede un grande sviluppo artistico ed architettonico, che prosegue fino al secolo successivo quando nel 1725 viene ripristinata l'antica sede  vescovile. Le fabbriche locali vedono una particolare fioritura ed inoltre nuovi palazzi e chiese vengono costruite.
Nel 1826 nonostante il plebiscito per l'annessione al Regno d'Italia, Cingoli non subì traumi o innovazioni e proseguì indisturbata fino alla Guerra Mondiale.